Tecniche Classiche di Incisione

alessandro fornaci

Alessandro Fornaci

L’Incisione

L’arte di riprodurre un disegno su una lastra di materiale solido per poi imprimerlo, inchiostrandolo, su un foglio di carta, è il più antico mezzo di riproduzione di un’opera d’arte. Possiamo dividere l’incisione in due “metodi” principali, il primo in rilievo (silografia o xilografia) è la forma più antica di stampa, si ottiene intagliando delle tavolette di legno, (generalmente legno di filo o eccezionalmente nel più duro legno di testa) così da creare delle aree scavate, si dice a rilievo proprio perchè tutte le altre parti non incave quando verrà passato il rullo con l’inchiostro ne assorbiranno il colore. Il primo uso di stampi intagliati in legno è documentato in Egitto ed in Cina nel sec. VII o VI a.C. Il secondo metodo è quello ad intaglio o incavo (calcografia) La prima incisione atta alla stampa calcografica è una Flagellazione del 1446, opera tedesca, incisa al bulino. In Italia la diffusione fu rapidissima e ricca di sostenitori, dalle acqueforti di Tiepolo a quelle di Piranesi, alle combustioni ed acquatinte contemporanee di Burri. In questa tecnica le linee incavate nel metallo (generalmente le matrici sono di rame o zinco) sono quelle che diventeranno nere nella fase di stampa, ci sono numerose varianti e metodi per produrre i solchi nelle matrici con incisione diretta o indiretta. Queste tecniche tradizionali sono rimaste diffuse nella nazione fino agli anni 60 dello scorso secolo, ma poi sono state sempre meno proposte ed utilizzate per la lenta e scrupolosa attenzione da loro richiesta, e progressivamente regredite con la nascita e crescita delle tecniche grafiche riproduttive meccanizzate (fotolitografia, zincografia, procedure digitali) e elettrochimiche (acciaiatura per elettrolisi) che hanno facilitato un maggiore sfruttamento delle matrici avvantaggiando spesso la speculazione economica e minando il valore dell’esecuzione artigianale.